QUARTO CICLO

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Nel quarto ciclo di Ai Amazones sono le letterate italiane ad essere poste al centro della narrazione radiofonica. In questa  prima puntata Ai Amazones si concentrano sulla figura della scrittrice e poetessa Veronica Franco depatriarcalizzandone la persona ridotta dalla storia al ruolo sociale di cortigiana e oggetto sessuale.

Tra tante donne sarò la prima ad agire, dando loro un esempio da seguire e con te che sei stato tanto crudele verso tutte noi, userò qualunque arma tu sceglierei con la speranza e determinazione di gettarti a terra. E mi impegno a difendere tutte le donne contro di te che le disprezzi così tanto che non sarò la sola giustamente a protestare!’ (Veronica Franco: 1575)

 

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In questa seconda puntata del quarto ciclo di Ai Amazones ci concentriamo sulla figura della scrittrice e giornalista Sibilla Aleramo nel tentativo di restituirla alla storia come donna coraggiosa e artista di talento insieme alle contraddizioni di un’esistenza fatta di sofferenze, gioie, viaggi, successo sporadico e dimenticanza.

Credo fermamente che il femminismo sia una delle leve che rigenereranno il nostro vecchio mondo’ (1897)

‘Io restavo proprietà di quell’uomo, dovevo stimarmi fortunata ch’egli non mi facesse ricondurre colla forza. Questa era la legge’ (1906)

Perchè nella maternità adoriamo il sacrifizio? Donde è scesa in noi questa inumana idea dell’immolazione materna? Di madre in figlia, da secoli, si tramanda il servaggio. E’ una mostruosa catena. […] Se una buona volta la fatale catena si spezzasse, e una madre non sopprimesse in sé la donna e un figlio apprendesse dalla vita di lei un esempio di dignità?’ (1906)

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In questa terza puntata del quarto ciclo di Ai Amazones parliamo della controversa e passionale scrittrice Amalia Guglielminetti, una figura storica e letteraria intrigante ma spesso offuscata dalla gloria dei suoi amanti maschili. In questo episodio la scena è tutta per lei ‘che andava sola’.

Giungono con un volto tormentato
dalla fatica rude del viaggio
con segni, impronte, tracce in ogni lato.

Ma dalla busta immune esce il messaggio
e colei che lo attende a sorso a sorso
lo gusta, come un dolce beveraggio.

Qualche parola, a un tratto, il cuor le ha morso.
— Ah ! scherzi. — Fra le righe un riso fine
guizza, quasi fra pause d’un discorso.

Balenan lampi nelle ciglia chine
della lettrice, e quando un mal represso
desìo irrompe in parole ebbre alla fine,

ella ne freme come d’un amplesso.

(Amalia Guglielminetti, Le seduzioni, Lettere intime: 1921)

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La quarta puntata del quarto ciclo di Ai Amazones si concentra sulla scrittrice Ada Negri che a ventidue anni divenne inaspettatamente ‘la poetessa del popolo’ dopo la pubblicazione della sua prima opera poetica ‘Fatalità’ (1892) che riscosse un successo clamoroso. Oltre ai primi canti socialiasti e populisti, in questa puntata ci si sofferma sulla sua figura storica, sui suoi legami intellettuali e politici e sul romanzo ‘Stella mattutina’ (1921) in cui traspare una visione positiva del rapporto intergenerazionale nonna-madre-figlia e un sentimento di stima e rispetto tra figure femminili insolito negli scritti di altre scrittrici.

‘La madre è l’unica creatura che possa entrare nella sua realtà senza turbarla. Così dissimile da lei, le è necessaria come il senso d’essere al mondo; e formano insieme uno di quei monotoni ma armoniosi cori a due voci, terza sopra e terza sotto, che, cantati da gente del popolo, riempiono le campagne di pacata felicità’ (1921)

‘E prova – sì – una segreta superbia d’esser figlia d’una
tal madre. Unicamente da lei, e non per mezzo di parole
ma di fatti, le viene l’insegnamento a vivere’ (1921)

 

anna banti gatto


La quinta puntata di Ai Amazones Radio è dedicata interamente alla figura di Anna Banti, pseudonimo della critica d’arte, giornalista e romanziera Lucia Lopresti. Fondamentale nell’esistenza intellettuale della scrittrice fu riportare alla luce artiste e letterate ostracizzate e/o manipolate dalla cultura patriarcale con l’intento di celebrarne vita e opere e creare una genealogia femminile per le generazioni future. In questo episodio ci concentriamo su due testi: Il coraggio delle donne (1940) e Artemisia (1947) e leggiamo qualche brano dall’articolo ‘Dedicato alle ragazze’ pubblicato sul Mondo nel 1945.

‘Ecco perchè Artemisia si sente colpevole più delle Torrigiani e di Violante: il suo gesto, nel congedare Anastasio, è brusco, evasivo. Intanto un’immensa fierezza le gonfia il petto, un’orribile fierezza di donna vendicata in cui trova luogo, malgrado la vergogna, la soddisfazione dell’artista che ha superato tutti i problemi dell’arte [..]’ (Anna Banti, Artemisia: 1947).

‘Qualcuna sospirava, altre buttavan là una parola di amaro pessimismo, rievocando il nero destino della donna nei passati secoli: che creduto ormai superato, ritornava oggi sotto il segno di un’esclusione fondamentale’ (Anna Banti, Le donne muoiono: 1951)

‘Il mito virile domina tuttavia la folla delle ‘eterne proletarie’ anche se si presenta con l’etichetta male incollata di eguaglianza dei sessi. Eguaglianza vale qui contraffazione: e a chi toccherà di imitare se non al più debole, al più ignorante?’ (Anna Banti, Dedicato alle ragazze: 1945)

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In questa sesta e ultima puntata del quarto ciclo di Ai Amazones Radio, la scena è tutta per Emilia Ferretti Viola alias Emma, romanziera, giornalista e attivista femminista che ha lottato e scritto contro la prostituzione, l’ipocrisia della società ‘civile’ e cristiana e ha posto le donne come protagoniste principali di molte sue opere rivendicando l’importanza di una soggettività e autonomia femminili. In questa puntata ci concentriamo a parlare di un suo capolavoro di narrativa politica: ‘Una fra tante’ pubblicato nel 1878.

‘La società ne ha bisogno, le vuole.
Sono vittime che la civiltà richiede. La loro bellezza e la loro gioventù sono una
garanzia di ordine e di tranquillità.
La società soffre di un male incurabile, e ha cercato in esse il suo rimedio.’

‘Istinto d’assorbimento morale, istinto potente, che possediamo tutti; legge d’attrazione
intorno alla quale gravita tutto il mondo intellettuale, che ora chiamasi proselitismo, ora
fanatismo, ora corruzione, e ora, quando sia forte e s’incarni gagliardamente in uno solo,
chiamasi anche despotismo’

‘L’intelletto grossolano dei demolitori non capisce quanta grandezza di vita civile,
quanta fede gagliarda nell’opere buone, quanta intensità di lavoro e di forze ci vorrà per
ricostituire nel mondo cosa che valga e superi le religioni perdute. Quanta scienza dovrà
rimpiazzare la fede, e quanto ordine e armonia nella vita sociale dovrà emanare dalla nuova forma di carità che non sarà più religiosa ma civile!’

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